Tutti i dubbi e le perplessità di Enrico Mentana che ha palesato quello che potrebbe essere una questione molto seria legata anche alla politica.
Il direttore del Tg La7, Enrico Mentana, sempre molto attento a gestire il suo lavoro e cercare di essere superpartes, specie quando si parla di politica, è stato ospite al Festival della tv di Dogliani durante il quale si è trovato a fare delle riflessioni molto importanti palesando alcuni dubbi e perplessità che riguardano da vicino anche la sua rete e quella che, a detta sua, potrebbe rischiare di essere la nuova “tele-anti Meloni”.

Enrico Mentana: l’analisi su La7 in chiave politica
Il direttore del Tg La7, Enrico Mentana, durante l’intervista con Mia Ceran al Festival della Tv di Dogliani, nel giorno di chiusura della quindicesima edizione, si è espresso in modo abbastanza critico sulla sua rete manifestando alcune perplessità e potenziali problematiche in chiave futura. Secondo Mentana, La7 ha costruito negli anni un profilo editoriale definito, caratterizzato da programmi e commentatori critici nei confronti del Governo. Una decisione che sicuramente ha contribuito al successo dell’emittente ma che potrebbe riservare dei guai in chiave futura.
La critica del giornalista alla nuova “tele-anti Meloni”
Stando al discorso di Mentana “chi guida La7 è stato bravissimo. Bravissimo Urbano Cairo, bravo il direttore Andrea Salerno, bravi i conduttori che hanno portato ascolti molto alti”. Eppure c’è qualcosa che stona: “Tutti i programmi serali di La7, però, hanno la stessa impostazione, lo stesso orientamento, gli stessi ospiti. Nell’ultimo anno solare hanno ospitato almeno un centinaio di volte Schlein e Conte, due volte Crosetto, 40 Bocchino. Mi verrebbe da dire: ‘Vieni avanti Bocchino'”.
Per Mentana “questo asseconda quello che il telespettatore di La7 vuole sentire. Ma un elettore del centrodestra non può guardare i programmi di La7 sentendosi a casa: non vedo più trasmissioni in cui tutti gli ospiti si sentono a casa: qui uno si sente a casa, l’altro in trasferta; uno in poltrona e l’altro sui carboni ardenti. Da nessuna altra parte è tutto così netto e marcato”. Secondo il gironalista “è evidente che si è voluto fare di La7 una nuova Rai 3, senza però che esistano una nuova Rai 2 e una nuova Rai”.
Mentana ha apertamente parlato, quindi, di una “tele-anti Meloni” anche se, allo stesso tempo, ha rivendicato la correttezza e l’integrità del suo Tg: “Io non do pagelle, se Giorgia Meloni ha ragione, ce l’ha e basta. La mia missione è raccontare la realtà nel modo più rigoroso possibile”.